I principali partner commerciali degli Stati Uniti si stanno preparando a una nuova sfida economica: l’imposizione dei dazi di Trump da parte della sua amministrazione. Il presidente ha ribadito l’intenzione di colpire Canada e Messico con nuovi dazi, riaccendendo il timore di una guerra commerciale su larga scala.
Di fronte a questa prospettiva, Ottawa e Città del Messico stanno già valutando contromisure per rispondere alle mosse di Washington. L’introduzione di tariffe punitive da parte degli Stati Uniti potrebbe scatenare una reazione a catena, con effetti dannosi per l’economia globale. Le imprese americane, insieme a quelle internazionali, avvertono che i dazi di Trump potrebbero avere conseguenze impreviste, causando interruzioni nelle catene di approvvigionamento e aumentando i costi per i consumatori.
I dazi di Trump potrebbero aggravare l’inflazione
Durante la sua campagna elettorale, Trump ha più volte promesso di utilizzare le tariffe come strumento per rilanciare l’economia statunitense. Tuttavia, molti esperti sottolineano che i dazi di Trump potrebbero invece aggravare l’inflazione, rendendo i beni importati più costosi senza garantire benefici immediati per la produzione nazionale.
Inizialmente, la squadra del presidente aveva valutato l’idea di una tariffa universale su tutti i beni importati, ma per ora l’attenzione si è concentrata su specifici partner commerciali. Se in passato il bersaglio principale era la Cina, oggi l’amministrazione sembra focalizzarsi sui vicini più stretti, Canada e Messico.
Trump ha annunciato, già poco dopo la sua vittoria elettorale, l’intenzione di firmare documenti per applicare un dazio del 25% sui prodotti provenienti dai due paesi confinanti. L’obiettivo dichiarato è quello di esercitare pressione su Messico e Canada affinché rafforzino il controllo sull’immigrazione e sul traffico di droga.
Trump fissa una scadenza ma lascia in sospeso i dazi
Nonostante l’annuncio iniziale, Trump non ha ancora firmato i documenti necessari per rendere effettivi i dazi. Ha invece fissato una scadenza, il 1° febbraio, entro la quale Canada e Messico dovrebbero soddisfare le sue richieste. Tuttavia, quando gli è stato chiesto se l’applicazione delle tariffe fosse certa, Trump ha risposto in modo evasivo, lasciando intendere che la decisione non è ancora definitiva.
In Canada, il governo spera di trovare una soluzione diplomatica prima della scadenza. Il ministro della Pubblica Sicurezza, David McGuinty, ha dichiarato che esistono margini per un accordo e ha sottolineato che le due nazioni collaborano da oltre 150 anni. Nel frattempo, Ottawa ha già stanziato 1,3 miliardi di dollari canadesi per rafforzare i controlli alla frontiera, utilizzando anche elicotteri e droni.
Il Messico ha cercato di dimostrare il proprio impegno intensificando le operazioni contro il traffico di droga e aumentando i sequestri di fentanyl. Tuttavia, il governo messicano ha espresso scetticismo sulla reale intenzione degli Stati Uniti di applicare i dazi di Trump, suggerendo che potrebbero essere più una strategia negoziale che una misura concreta.
Le possibili ripercussioni economiche
Se i dazi di Trump venissero imposti, le conseguenze economiche sarebbero significative. Il Canada ha già preparato una serie di tariffe di ritorsione, che inizialmente colpirebbero circa 37 miliardi di dollari di esportazioni americane. Se la situazione dovesse aggravarsi, Ottawa potrebbe estendere le tariffe fino a 110 miliardi di dollari di beni statunitensi. Per il Messico, la posta in gioco è ancora più alta. Circa l’80% delle esportazioni messicane è destinato agli Stati Uniti, e il paese sarebbe costretto a trovare nuovi mercati, un processo complesso e costoso.
Lawrence Herman, avvocato specializzato in diritto commerciale, sottolinea che i dazi di Trump minano il rispetto per gli accordi internazionali e destabilizzano il sistema economico globale. “Con questa amministrazione, non ci sono più regole né rispetto per i trattati,” ha dichiarato Herman.
I dazi di Trump rappresentano una minaccia concreta per gli equilibri commerciali tra Stati Uniti, Canada e Messico. Sebbene le intenzioni dell’amministrazione americana non siano ancora del tutto chiare, il rischio di una guerra commerciale è reale.
Se Trump dovesse procedere con l’applicazione delle tariffe, le economie dei paesi coinvolti potrebbero subire gravi conseguenze, con un impatto significativo sui consumatori e sulle imprese. Per ora, le parti in causa cercano di mantenere la calma, ma il rischio di un’intensificazione del conflitto rimane alta.
Elena Caccioppoli