In un recente sondaggio condotto su un campione di 4.000 lavoratrici e lavoratori in Inghilterra, sono emersi risultati che mostrano discriminazione di genere ed età. Questi dati offrono uno spunto di riflessione importante sullo stato attuale del mercato del lavoro, mostrando non solo le difficoltà legate alle disuguaglianze di genere, ma anche un fenomeno crescente legato all’età che influisce negativamente sulle opportunità professionali di molte persone.
Un elemento sorprendente emerso dallo studio riguarda le percezioni relative al genere e alla sua influenza sulla carriera. Infatti, una persona su dieci ha dichiarato di aver perso un’opportunità professionale o un ruolo importante a causa del proprio genere. Questo dato è significativo, considerando che solo il 5,2% dei colleghi uomini ha avuto esperienze simili. Sebbene la discriminazione di genere rimanga una problematica di ampio respiro, i risultati di questo sondaggio suggeriscono che le donne continuano a dover affrontare ostacoli più rilevanti rispetto agli uomini nella loro carriera professionale.
Tuttavia, la discriminazione di genere non è l’unica forma di disuguaglianza che emerge dal sondaggio. Infatti, un altro dato preoccupante riguarda la discriminazione basata sull’età. Il 15% dei partecipanti ha affermato di ritenere che la loro data di nascita rappresenti un ostacolo significativo nel trovare o mantenere un lavoro. Questo dato segna un allarme importante per una fascia della popolazione che viene spesso ignorata nel dibattito sul lavoro e sulla carriera.
Oltre alla discriminazione di genere, emerge un altro aspetto rilevante: il 19% delle persone intervistate ha dichiarato di aver affrontato forme di discriminazione legate all’età durante il proprio percorso professionale. Questo fenomeno si sta diffondendo, con effetti potenzialmente devastanti sulle carriere di molte persone, soprattutto quelle che si trovano in una fase più avanzata della loro vita professionale. La discriminazione per età sembra infatti essere un tema di crescente rilevanza, che sta diventando sempre più difficile da ignorare per le aziende.
Un approfondimento sulla discriminazione di genere
Quando si parla di discriminazione di genere, la discussione è spesso concentrata sulle donne, che storicamente hanno affrontato numerosi ostacoli nel loro percorso professionale. La disparità salariale, la difficoltà di accesso a ruoli dirigenziali e le aspettative sociali legate al ruolo di madre sono solo alcuni degli aspetti che contribuiscono a mantenere il divario tra uomini e donne nel mondo del lavoro. Il sondaggio ha però mostrato una disparità significativa, con il 10% delle donne intervistate che hanno dichiarato di aver perso un’opportunità lavorativa a causa del proprio genere, rispetto al 5,2% degli uomini.
La discriminazione di genere può essere visibile in vari contesti, dalle politiche aziendali alla cultura organizzativa, fino alle pratiche quotidiane sul posto di lavoro. Nonostante gli enormi passi avanti compiuti negli ultimi decenni, le donne continuano a lottare contro stereotipi legati alla loro capacità di ricoprire ruoli di leadership o di essere prese sul serio in ambito professionale. La presenza di bias di genere, che riguardano anche il linguaggio e la percezione dei ruoli, rappresenta una barriera difficile da abbattere, nonostante gli sforzi a livello istituzionale e sociale.
Le donne devono anche affrontare la cosiddetta “madrepena”, cioè la penalizzazione che avviene quando una donna ha figli e per questo motivo viene vista come meno produttiva o meno affidabile rispetto ai colleghi maschi. Un altro fenomeno rilevante riguarda la “discriminazione al momento dell’assunzione”, quando le donne, soprattutto quelle in età fertile, sono spesso sottoposte a domande inappropriate o sono escluse dalle selezioni per paura che possano intraprendere una gravidanza.
La discriminazione legata all’età: un fenomeno in espansione
Oltre alla discriminazione di genere, un altro elemento che ha catturato l’attenzione è la discriminazione per età. Il 15% degli intervistati ha dichiarato di ritenere che la loro età sia una barriera che ostacola la loro possibilità di essere assunti o di avanzare nel loro percorso professionale. L’età, quindi, diventa un fattore che può penalizzare anche i lavoratori più esperti, che rischiano di essere esclusi dalle opportunità di crescita e di carriera a causa di pregiudizi legati alla loro maturità.
La discriminazione per età, in particolare, ha un impatto maggiore sugli individui che si trovano in età adulta avanzata, ma anche sui giovani, che vengono a volte considerati non abbastanza esperti o troppo inesperti per alcuni ruoli. Questo dualismo di pregiudizi è dannoso per il mercato del lavoro, in quanto crea una separazione tra le diverse generazioni, impedendo il pieno sfruttamento delle competenze disponibili.
Le cause della discriminazione legata all’età sono molteplici e possono essere difficili da individuare. La cultura aziendale che promuove un ideale di “giovinezza dinamica” o la preferenza per lavoratori più giovani, che possano essere considerati più malleabili o meno costosi, sono solo alcuni dei fattori che contribuiscono a creare un ambiente ostile per coloro che non rientrano nei parametri di “giovane” o “energetico”. Ciò accade non solo nelle piccole e medie imprese, ma anche nelle grandi corporazioni, dove spesso si privilegiano l’immagine e la freschezza rispetto all’esperienza e alla competenza.
Il futuro del mercato del lavoro
Il sondaggio offre quindi uno spunto importante sulla necessità di un cambiamento nelle politiche aziendali e nel modo in cui le aziende trattano le diverse forme di discriminazione. Le imprese dovrebbero essere incentivate a creare ambienti dove la diversità, sia di genere che di età, venga non solo accettata, ma promossa come un valore aggiunto.