Nel comune di Teuchitlán, in Messico, la polizia ha smantellato un centro di reclutamento e addestramento gestito dal cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), dove venivano portati giovani con false promesse di lavoro. L’arresto del leader José Gregorio Lastra – conosciuto nell’ambiente come El Lastra o Comandante Lastra – e di alcuni poliziotti compiacenti ha riacceso il dibattito sulla complicità tra criminalità organizzata e autorità locali.
Un centro di addestramento trasformato in un incubo
Nel comune di Teuchitlán, nello stato messicano di Jalisco, è stata smantellata una rete criminale legata al potente cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG). La proprietà conosciuta come “Rancho Izaguirre” si era rivelata un luogo macabro: qui le autorità hanno scoperto resti umani, centinaia di vestiti e oggetti personali, insieme a segni di forni crematori utilizzati per scopi atroci. A gestire il centro sarebbe stato José Gregorio Lastra, alias “El Lastra”, arrestato di recente e accusato di aver diretto le attività di reclutamento e addestramento all’interno del ranch.
Sull’arresto di El Lastra si è espressa anche la Presidente Claudia Sheinbaum, che ha definito l’arresto una mossa molto importante, poiché “fornirà molte informazioni” sul caso di Teuchitlán.
Il metodo di reclutamento e il coinvolgimento dei social network
Secondo le indagini, El Lastra utilizzava i social network per attirare giovani, anche minorenni, con false promesse di lavoro. Attraverso annunci che offrivano ruoli ben remunerati, come guardie di sicurezza con stipendi settimanali fino a 12.000 pesos (circa 600 dollari), convinceva le vittime a raggiungere il ranch. Una volta sul posto, i giovani venivano sottoposti a un duro addestramento, che spesso sfociava in torture per chi si ribellava o tentava di fuggire.
L’arresto di Lastra non è stato un caso isolato. Durante lo stesso fine settimana, due ex poliziotti del comune di Tala, vicino a Teuchitlán, sono stati fermati con l’accusa di essere coinvolti in casi di sparizione forzata. Le indagini hanno infatti evidenziato una possibile collaborazione tra agenti locali e membri del cartello. Già in passato, la polizia messicana aveva visitato il ranch senza però rilevare le attività illecite che vi si svolgevano, alimentando polemiche sulla presunta connivenza con il CJNG.
Resti umani e oggetti personali: le scoperte nel ranch
A riaccendere l’attenzione sull’orrore del “Rancho Izaguirre” è stato un collettivo di famiglie in cerca di persone scomparse, il “Guerreros Buscadores de Jalisco”, che ha portato alla luce nuovi resti umani e un quaderno contenente nomi e dettagli relativi alle attività criminali. Il nome di El Lastra figurava tra le informazioni sequestrate. Secondo le testimonianze, chi non accettava di partecipare all’addestramento veniva picchiato e in alcuni casi ucciso.
Un sistema di reclutamento diffuso e difficile da fermare
L’arresto di Lastra ha portato alla chiusura di ben 39 pagine online che venivano utilizzate per reclutare giovani attraverso annunci fasulli. Tuttavia, gli esperti di sicurezza avvertono che questo potrebbe non bastare per indebolire significativamente il cartello.
Secondo l’analista David Saucedo, il CJNG è una struttura estremamente radicata, in grado di trovare nuovi membri anche oltre i confini del Messico, con metodi che vanno ben oltre il reclutamento digitale. El Lastra avrebbe infatti operato in determinate zone, come nel comune di Teuchitlán e Jalisco, ma sempre sotto gli ordini di un capo regionale del cartello locale, che è noto alle autorità come El Sapo.
Nuove misure contro la crisi delle sparizioni
Di fronte all’indignazione pubblica scatenata dalle scoperte nel ranch, le autorità messicane hanno annunciato l’introduzione di nuove misure per contrastare le sparizioni forzate. La presidente Claudia Sheinbaum ha promesso riforme che velocizzeranno le ricerche e miglioreranno il sistema di identificazione.
Tra le novità previste ci sono una piattaforma unica di identità, un database nazionale sui casi di persone scomparse e un sistema d’allerta per le segnalazioni. Anche la Chiave Unica di Registrazione della Popolazione (CURP) sarà integrata come strumento ufficiale di identificazione.
La crisi delle sparizioni in Messico non è nuova. Nel paese si contano oltre 125.000 persone scomparse, un numero che riflette decenni di violenze legate alla criminalità organizzata. Le ultime operazioni delle autorità messicane dimostrano un tentativo di combattere questa emergenza, ma resta ancora molta strada da fare per smantellare le reti criminali e riportare sicurezza e giustizia alle comunità colpite.