• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
giovedì, 1 Ottobre 2026
Ultima Voce
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Ultima Voce
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home Femminismo

La chat di 70mila uomini su Telegram in cui ci si scambia consigli sullo stupro

di admin
18 Gen 2025
in Femminismo
Tempo di letturaMin Lettura
A A
0
70mila uomini su Telegram
Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

Un’inchiesta condotta da un team di giornalisti in Germania ha rivelato l’esistenza di una serie di chat frequentate da oltre 70mila uomini su Telegram, in cui venivano scambiati consigli sui modi più efficaci e subdoli per stuprare le donne senza che queste potessero accorgersene. Una notizia che ci dimostra che la drammatica vicenda di Gisèle Pelicot non è un caso isolato.

Il 19 dicembre 2024 è stata emessa la condanna a vent’anni di carcere contro Dominique Pelicot, il settantenne francese accusato di aver sedato per dieci anni l’allora moglie con sostanze psicoattive e aver invitato uomini sconosciuti nella loro casa per violentarla. Il processo, svoltosi a porte aperte per volere della vittima, che intendeva mostrare al mondo, e non soltanto al tribunale, le crudeltà inflittele dal coniuge, ha visto coinvolti più di 50 imputati. Uomini di tutte le età e status, assoldati online da Pelicot, chiamati a rispondere dei video che li vedono partecipi degli abusi sulla donna drogata e addormentata.

L’organizzazione degli stupri all’interno delle chat su Telegram

Lo stupro di massa di Mazan ha scoperchiato un vaso di Pandora: le indagini dell’autorità giudiziaria sono risalite al sito utilizzato da Pelicot, attivo dal 2003, e più di recente le emittenti tedesche ARD e STRG_F hanno scoperto decine di chat della stessa fattispecie, utilizzate da più di 70mila uomini su Telegram per offrire e ricevere suggerimenti sulla strategia migliore per violentare le donne della propria sfera relazionale senza la loro consapevolezza.

All’interno di queste chat gli utenti si scambiavano informazioni sugli esercizi commerciali che fornivano farmaci stupefacenti senza autorizzazione e sui siti web dove acquistare sostanze vietate, per poi combinarle in maniera innovativa al fine di creare una sedazione così profonda da impedire alle vittime di svegliarsi durante l’abuso. Successivamente, condividevano foto delle donne addormentate, gioendo dell’efficacia.

RELATED STORIES

Vannacci e le donne senza gonna, esplode la polemica 1

Vannacci preferisce le donne senza gonna e scatena la protesta politica

22 Settembre 2026
Billie Jean King e la partita che cambiò il tennis femminile

Billie Jean King e la partita che cambiò il tennis femminile

20 Settembre 2026

Alcuni di questi uomini avrebbero utilizzato i sonniferi per violentare personalmente le proprie compagne, altri avrebbero agito come Pelicot, quindi cercato altri uomini da coinvolgere nell’illecito. Indipendentemente dall’intento, nel gruppo regnava una forte solidarietà, un’organizzazione efficiente e una partecipazione entusiasta alle dinamiche degli altri, creando una vera e propria logica di branco in cui i membri si proteggevano a vicenda e trovavano riconoscimento nell’approvazione reciproca.

Le donne all’interno di questo gruppo venivano trattate come merce, oggetti inanimati utili al solo scopo di sfogare il proprio desiderio di dominazione, trionfi da esibire in pubblico per suscitare l’ammirazione degli altri. Una dinamica che ricorda quella dei gruppi Telegram di Revenge Porn, scovati anche in Italia negli ultimi anni, in cui venivano diffusi contenuti sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate, al fine di umiliarle, vendicarsi per una relazione finita o semplicemente provare una forma di godimento malsana.

Agire contro questi siti e forum non è sempre semplice: gli sviluppatori provano a correre più veloci delle forze dell’ordine, cambiando frequentemente il nome e il dominio del sito, per evitare di essere scoperti. Telegram, d’altra parte, protegge la privacy dei propri utenti grazie alla crittografia end-to-end, che permette solo al mittente e al destinatario di leggere il contenuto di un messaggio, ed è per questa ragione che il social network è il prediletto tra coloro che intendono commettere attività illegali.

A ottobre 2024 Telegram ha annunciato un cambiamento nella sua policy, affermando che avrebbe iniziato a comunicare i numeri di telefono e gli indirizzi IP dei soggetti sospettati di illecito alla polizia, tuttavia si tratta di una misura non sufficiente in quanto, in assenza della condivisione dello storico delle comunicazioni e dei file condivisi, risulta difficile identificare con certezza gli autori di reati.

Not all men, but too many men

Ciò che più colpisce del processo per gli stupri ai danni di Gisèle Pelicot è l’ordinarietà degli imputati. 50 uomini (sebbene si ipotizzi che il numero reale degli abusanti possa essere superiore a 80), di età compresa tra i 20 e i 70 anni, residenti nel raggio di 50 km dalla casa di Mazan, lavoratori, padri di famiglia, quasi tutti senza precedenti penali.

La BBC ha pubblicato l’elenco dei nomi, con accanto una breve descrizione delle loro vite personali. Simoné Mekenese ha 43 anni, ha sei figli e abitava vicino a Dominique e Gisèle. Quentin Hennebert ha 34 anni e lavora come autista sulle ambulanze. Joan Kawai ha 27 anni e si è recato a Mazan mentre sua moglie dava alla luce la loro figlia. Ludovick Blemeur ha 39 anni, è un ex vigile del fuoco e sua figlia era appena nata quando ha commesso gli abusi. Mathieu Dartus si è occupato da solo dei suoi bambini dopo la morte della moglie.

Storie che si discostano dall’immaginario comune dello stupratore: una persona sola, violenta nella vita, delinquente abituale, che cerca le proprie vittime in un vicolo buio della città. I condannati di questo processo, tornati a casa dopo aver abusato di una donna completamente incosciente, andavano a letto con le proprie mogli e davano il bacio della buonanotte ai figli.

La stessa “Banalità del male”, come direbbe Hannah Arendt, si ritrova negli utenti dei gruppi Telegram recentemente scoperti, e questo pone di fronte all’evidenza che il fenomeno della violenza di genere non può essere considerato un problema che riguarda solo pochi individui, ma un fenomeno dilagante nella società, che coinvolge tutti gli uomini a causa del modo in cui vengono socializzati. Lo slogan “Not all men”, con cui molti tentano di deresponsabilizzarsi, sostenendo di non poter mai commettere reati tanto crudeli quanto quelli elencati finora, distoglie l’attenzione dalla questione fondamentale: se si vuole porre fine al fenomeno degli stupri, qualcosa nella cultura e negli uomini che la abitano deve cambiare.

Rappresentare gli stupratori come orchi o bestie li deumanizza, facendoli apparire come entità estranee alla nostra società, cellule pazze all’interno di un sistema che, nel suo complesso, funziona correttamente, impedendo di riconoscere le cause sociali di un problema solo apparentemente individuale. Secondo i dati raccolti dall’Istat, in Italia le violenze più efferate vengono commesse per lo più da persone vicine alla vittima, piuttosto che da sconosciuti, dato che trova riscontro anche nelle statistiche di altri paesi. Il 63% degli stupri è commesso da partner, il 13% da famigliari o amici. Il “mostro” non si presenta sotto casa quando si esce la sera: lo si incontra nella comitiva di amici, sul posto di lavoro, nella propria stessa casa.

Per questa ragione non possiamo considerare lo stupro e il femminicidio come fenomeni a sé stanti, ma come la punta dell’iceberg di una cultura che reifica le soggettività femminilizzate, di cui tutti siamo partecipi. L’oppressione nasce dai piccoli gesti quotidiani, dalle battute sessiste, dal mansplaining, dal catcalling, dal consumo maniacale di contenuti pornografici aggressivi. Comportamenti che possono apparentemente sembrare innocui, ma che creano un terreno fertile per la proliferazione della violenza.

Introdurre l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole costituisce una valida opzione per tentare di scardinare la cultura dello stupro che permea la nostra società e insegnare il valore del consenso come superiore ai propri desideri egoistici. Ma, soprattutto, è fondamentale che non solo le vittime della violenza di genere, ma anche gli uomini – la categoria con maggiore probabilità di perpetrare tali comportamenti – diventino promotori di una cultura che sfida la mascolinità tossica e i pregiudizi legati ai corpi femminili. Invece di ancorarsi al “Not all men”, è essenziale dare spazio a un cambiamento profondo e duraturo della società.

Beatrice D’Auria

Tags: chat violente telegramGermaniaGisèle Pelicotnot all menstupro
CondividiTweetInviaCondividi

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

Vannacci e le donne senza gonna, esplode la polemica 1
Femminismo

Vannacci preferisce le donne senza gonna e scatena la protesta politica

22 Settembre 2026

Vannacci e le donne senza gonna diventano il nuovo caso politico dopo le dichiarazioni di...

Billie Jean King e la partita che cambiò il tennis femminile
Femminismo

Billie Jean King e la partita che cambiò il tennis femminile

20 Settembre 2026

Il 20 settembre 1973 Billie Jean King entrò nell'Astrodome di Houston per affrontare Bobby Riggs...

Tajani sulle donne e la moglie con la gonna lunga Per Tajani la moglie affidabile porta la gonna lunga
Femminismo

Per Tajani la moglie affidabile porta la gonna lunga

20 Settembre 2026

Le parole di Tajani sulle donne pronunciate durante la manifestazione Itaca hanno provocato le proteste...

donne groenlandesi sottoposte a contraccezione elezioni in Groenlandia, vittoria
Femminismo

Groenlandia, risarcimenti alle donne sottoposte a contraccezione forzata

28 Agosto 2026

Il Parlamento danese ha compiuto un passo destinato ad avere un peso rilevante nella lunga...

Prossimo articolo
Parole e disabilità, modelli della disabilità

Un viaggio nei Modelli della Disabilità: dal deficit alla diversità

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Cookie Privacy Policy

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.